Più di un milione secondo gli organizzatori, meno della metà per la polizia: la partecipazione ai cortei sindacali di ieri in Francia è stata comunque massiva.
Oltre ai dipendenti pubblici sono scesi in piazza i lavoratori di molte aziende in crisi o a rischio ristrutturazione.
"Il nostro presidente ha avuto 400.000 euro d'aumento in un colpo solo.
E a noi cosa danno: 15, 20, 30 euro? Non scherziamo", dice un dipendente di Air France.
Lo sciopero mirava alla politica economica dell'esecutivo, accusato di non fare abbastanza contro la disoccupazione e per difendere il potere d'acquisto dei lavoratori.
"Io prendo 1.049 euro al mese, è inammissibile - dice un altro manifestante - Il governo non capisce che bisogna ridistribuire la ricchezza. La loro politica, invece, è attaccare chi fa funzionare questa società, cioè i lavoratori."
La mobilitazione è stato il primo vero test per Dominique de Villepin, nominato primo ministro dopo la bocciatura del referendum sulla Costituzione europea.
Il premier ha cercato di prendere di petto la situazione chiamando in ca usa anche i partiti dell'opposizione: "Potete manifestare anche voi, ma non dimenticate che il messaggio che i francesi inviano è indirizzato a tutti, a voi come a noi".
Lo sciopero ha creato molti disagi agli utenti dei servizi pubblici, con l'eccezione dei trasporti della regione parigina dove per la prima volta è stato garantito un servizio minimo.
(Euro News)
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