Almeno cinquecento clandestini abbandonati dall'esercito marocchino nel deserto: è la denuncia di Medici se nza Frontiere, appoggiata anche da Amnesty International.
Secondo le organizzazioni umanitarie, centinaia di subsahariani sarebbero stati deportati in una zona desertica, dove scarseggiano acqua e viveri.
Molti sarebbero i feriti, donne in cinta e bambini. E molti cercherebbero di ritornare a piedi verso il nord.
Poco lontano da Melilla, la notizia spaventa: "700 chilometri a piedi per arrivare qui e ora ci rimandano indietro". Secondo le Ong, l'esercito marocchino trasporterebbe queste persone in massa con bus e camion, in una località del sud del paese, al confine algerino.
L'allarme di Medici senza frontiere arriva a un giorno dalla prima espuslione decisa da Madrid di una settantina di clandestini.
Le autorità spagnole assicurano: il Marocco si è impegnato ad accogliere i clandestini rimpatriati nel rispetto dei diritti umani e della legge. Il ministro degli esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos si recherà sul posto luned ì. Bruxelles ha già inviato una missione tecnica a Ceuta e Melilla, la cui relazione verrà discussa nel Consiglio dei Ministri dell'Unione mercoledi.
(Euro News)
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