Soldati indiani prestano aiuto ai senzatetto del Kashmir.
A due giorni dal terremoto, la macchina dei soccorsi comincia a m ettersi in moto, ma non senza difficoltà.
La regione colpita dal sisma è di fatto isolata. Le strade di montagna sono in gran parte impraticabili, il che rende impossibile raggiungere i villaggi dove maggiormente si avrebbe bisogno di soccorsi. A Muzaffarabad, città vicina all'epicentro, i sopravvissuti hanno protestato per la mancanza di interventi.
Accogliendo l'appello delle autorità pakistane, numerosi paesi hanno disposto l'invio di uomini e mezzi. Sono già a destinazione i tecnici giapponesi, mentre gli Stati Uniti hanno stanziato 50 milioni di dollari. Aiuti sono stati promessi anche da Tailandia, Gran Bretagna, Repubblica Ceca e Germania, i cui tecnici sono pronti a partire.
Non è ancora emerso con chiarezza lo scenario reale delle conseguenze del sisma. Secondo il generale Sultan dell'esercito pakistano, la situazione è "disastrosa": la maggior parte delle vittime sono bambini e scolaresche. "Una intera generazione è andata perduta in Pakistan", ha aggi unto il generale.
(Euro News)
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