Scavano a mani nude, gli abitanti di Balakot, e dalle macerie della scuola estraggono incolume un bambino.
Qui, cento chilometri a nord della capitale pakistana e a due giorni dal sisma, i soccorritori non sono arrivati.
Soli a intervenire, gli abitanti del posto salvano ancora altre vite, ma si rendono conto di dover fare senza altri mezzi.
"Ce ne sono molti altri lа sotto, ma non riusciamo a liberarli perche non abbiamo nessun aiuto del governo. Non ci aiutano, altrimenti li avremmo recuperati giа da un pezzo", dice un volontario.
Un bilancio ufficioso del governo parla di 30 o 40 mila vittime in totale. Secondo un generale pakistano, il terremoto, arrivato all'ora della scuola, ha "distrutto una intera generazione". "Eravamo in classe col maestro, poi tutto и crollato", dice un bambino.
In giornata sono state riaperte le due strade per il Kashmir, la regione dell'epicentro, il che dovrebbe migliorare sensibilmente il trasporto dei soccorsi.
(Euro News)
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