I partiti all'opposizione in Azerbaigian protestano per l'arresto di alcuni dei loro leader scattati alla vigilia delle elezioni politiche di domenica, considerate un'importante test di democrazia per l'ex repubblica sovietica.
Arresti che al momento non sono stati confermati dalla polizia.
L'opposizione è comunque decisa a lottare fino in fondo per ottenere unavittoria ritenuta possibile, se il processo elettorale sarà regolare. Dall'altra parte pero', anche i sostenitori del presidente Ilham Aliev sono convinti di avere la vittoria in pugno. Inneggiano al loro leader, che ieri aveva giustificato l'arresto di due suoi ministri perchè stavano preparando un colpo di stato.
L'Azerbaigian, con i suoi otto milioni di abitanti, al confine tra Russia e Iran, è uno stato nevralgico per la geopolitica, oltrechè una vera e propria risorsa naturale di petrolio. Aspetti che risvegliano l'attenzione degli Stati Uniti.
Sulla regolarità della consultazione vigileranno gli osservatori de ll'Osce, che hanno già ottenuto qualche ritocco alla legge elettorale, come l'introduzione dell'inchiostro indelebile sulle dita di chi ha già votato.
(Euro News)
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